drawing beautiful li(n)es


la settimana dell’avventura

la cosa migliore della settimana dell’avventura è che non ha mai fine.
Finchè c’è fantasia e assenza di paura, la possibilità ti abbraccia forte e si fa cadere dai capelli una cascata di piccole perle.
Cadono come semi sulle nostre teste, questi sono solo germogli…


Si salta con “shift sinistro”, si evitano i proiettili con “<”
e si spara con “z”. Lo potete scaricare qua





 



Se non ora quando ?
febbraio 13, 2011, 8:16 pm
Filed under: fotografia, fotografie | Tag: , ,



finche’ non va tutto a puttane
febbraio 9, 2011, 10:51 pm
Filed under: fotografia, fotografie | Tag: , , , , , ,

sui media e i complottisti rossi



Ogni cosa cambia, niente cambia.
gennaio 24, 2011, 5:57 pm
Filed under: illustrazione | Tag: , , , , ,

 



La nostra madre lingua, la lingua di nostro padre.
gennaio 7, 2011, 4:10 am
Filed under: fotografia, fotografie, grafica

La mia personalissima visione della musica italiana
nell’ultimo decennio…anno più anno meno…

lo scaricate serenamente da qui

 



La più bella delle stagioni…
novembre 14, 2010, 9:34 pm
Filed under: disegno, francesco di pietro, illustrazione, scritti

-non ho più nessun cuore…
-vanne a scambiare un altro!
-non ho più soldi
-neanche io…
-va bene, lo finiamo domani…

Per svuotare bisogna avere metodo, ogni cosa, infatti, ha il suo posto.
Quando trovi il coraggio di girarti dall’altra parte, pensi sempre di aver scordato qualcosa. Questo è il pensiero che tormenta.

Se scendo dal treno è l’alimentatore del computer.
Di fronte alla linea b è il biglietto.
Dentro la metro è il cellulare.
A pochi passi da casa, le chiavi.
Di fronte a te, l’impressione che, finalmente, potesse mancare la paura.

svuotare significa ascoltare il passato cantare alle due di notte e ritrovarsi con gli occhi lucidi di memoria.

Una delle maggiori dispute tra me ed il regista fu quella sulla lucidità.
Me lo ricordo quasi perfettamente.
Mi ricordo che eravamo sulla sua centoventisei, di fronte c’era il mare, poi la sicilia.
Prima del mare un tetto, tra la centoventisei e il tetto una ringhiera blu.
Credo che quel posto sia una delle cose a cui sono più affezionato. Ognuno ha dei posti a cui da dei significati.

Sul tetto ci sono pochi miei amici, un po d’amore, tappi di sughero, ci sono anche io da solo.
Ma il tetto è soprattutto il me che ero prima.
Svuotare significa prendere quel tetto e, con una gigantesca gru, piazzarlo in un punto qualsiasi della città. Significa lavarsi i denti dopo aver vomitato un cubo di vita.

La lucidità che difendevo non era la lucidità, che tante volte ho dimenticato in posti che non so nemmeno come si chiamano. La lucidità era la consapevolezza.

Se a diciassette anni avessi avuto un vocabolario più ampio ed un migliore uso della dialettica, probabilmente quella conversazione non sarebbe mai avvenuta. E questo pensiero non mi avrebbe mai tormentato.

-piacere francesco.
-anche io!
-piacere.
-che fai qui a reggio?
-ci sono nato
-si, certo, ma che fai? Lavori, studi?
-lavoro quando posso, quando no, studio.
-che fai?
-prendo per il culo la gente
-interessante, e ti pagano?
-quando mi pagano, mi pagano. altrimenti sono loro a prendermi per il culo.
-succede.
-e tu? che fai?
-io? studio, sono allo scientifico.
-e che vuoi fare da grande?
-l’artista
-ho capito, ma non è una cosa bella.
-perchè?
-come posso dirlo, in pratica, se io prendo per il culo, tu il culo lo prendi direttamente.
-c’è una ragazza che mi piace, e fare l’artista potrebbe servire.
-l’ho sempre saputo, di pietro, sei proprio un coglione.

Significa dirsi la verità, ed ammettere con estrema onestà che ci sono parti di noi che disprezziamo. La verità è che non vorremmo mai e poi mai fare polemica con noi stessi.

Convincere gli altri delle nostre idee è un suicidio, ma convincere noi stessi è praticamente impossibile.
Preghiamo insieme il signore onnipotente, che ci accompagni, nel malcapitato caso in cui ci metteremo a cantare al tempo di una batteria partorita da madre midi.

Svuotare è solamente accettare la nostra evoluzione, la nostra catena elementare.
accettare che la scelta più ovvia, la perdita, è anche la migliore.
un altro gettone, insomma, ed io sarò salvato.

il ragazzino, che nelle tasche non aveva più niente, diede qualche colpetto ai bottoni rossi, controllò che nella fessura non ci fosse qualche rimasuglio e salutò il fedele amico con una pacca sulla fiancata laterale. Poi, con lo zaino in spalla si arrampicò fino alla fermata.
Era arrivato il momento, inevitabile, di tornare a casa.



le cose attraverso
novembre 12, 2010, 10:51 am
Filed under: illustrazione, illustrazioni | Tag: , ,


loro suonano, io disegno



il mondo a pezzettini
novembre 2, 2010, 4:03 pm
Filed under: fotografia, fotografie | Tag: , ,



All your dreams are made…
ottobre 19, 2010, 11:28 am
Filed under: arte, disegno, illustrazione, illustrazioni | Tag: , , , , ,

Praticamente c’è un forum, su questo forum ci sono persone buone ad esprimersi con i segni (qui trovate tutti i lavori) .
Ma anche con i sogni…ognuno a modo suo… e a volte, come bambini, giocano a chi è il più bravo…

#1 http://b-trndl.deviantart.com/

#2 Sveglia! Questo sono io! : D

#3 http://drmanhattan89.wordpress.com/



shhh, non vitti nenti*
settembre 19, 2010, 8:00 pm
Filed under: disegno, grafica, illustrazione | Tag: , , , , ,

Ovvero… non ho visto nulla…
Una piccola storiella ambientata in calabria.
Personaggi pittoreschi spalmati su quattro pagine.
Buona lettura, ah, per i non calabri c’è una minitraduzione…

Ovviamente cliccate sull’immagine per leggere!

Pag 1
-Allora ti sbrighi?
Pag 2
-è pesante
-pesati la minchia (la minchia rimane minchia!)
Pag 3
-faccio pipi
-chi cazzo sei tu?
Pag 4
-Allora ti sbrighi?




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