Archivi categoria: francesco di pietro

i miei viaggi preferiti sono quelli nel tempo

– Namastè
– Salve

– E’ da un po’ che non la leggiamo, cosa è successo nel frattempo al di pietro operativo?
– Tanto tempo è stato speso nella creazione di un videogioco. Platform 2d, costruito a mano, in pixelart di altri tempi.

– Un clone di supermario?
– Non esattamente. Un interpretazione della formula.
   Armato di coraggio e  fidato programmatore ho deciso di lanciarmi nell’avventura del game design.
   Alla fine ne è uscito questo

– possiamo giocarlo?
– No, non ancora, ma se iddio vuole, a breve, lo ritroverete tra pc e cellulari.
Nel frattempo vi linko la pagina behance del progetto.

behance

uomo cane
Ed è cosi che ho capito che il senso sta nel fare quello che si desidera.
Cosi ho iniziato a disegnare, a prendere qualche aereo, a smetterla di evitare.
Evitando di evitare è venuta fuori un altra creatura.
Si chiama Uomo Cane.
Uomo Cane è un impiegato di banca che vuole rapinare la sua stessa banca.
2
Ora ha un blog, si aggiorna da se ogni giovedì del mese.
Fategli visita o andatelo a trovare su

uomo cane chiusa

detto questo mi/vi riprometto maggiore costanza negli aggiornamenti
e auguro a tutti cose belle.

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avere bisogno di se

Dall’inizio dell’anno ad ora, scelti per significato.

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la settimana dell’avventura

la cosa migliore della settimana dell’avventura è che non ha mai fine.
Finchè c’è fantasia e assenza di paura, la possibilità ti abbraccia forte e si fa cadere dai capelli una cascata di piccole perle.
Cadono come semi sulle nostre teste, questi sono solo germogli…


Si salta con “shift sinistro”, si evitano i proiettili con “<”
e si spara con “z”. Lo potete scaricare qua





 

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La più bella delle stagioni…

-non ho più nessun cuore…
-vanne a scambiare un altro!
-non ho più soldi
-neanche io…
-va bene, lo finiamo domani…

Per svuotare bisogna avere metodo, ogni cosa, infatti, ha il suo posto.
Quando trovi il coraggio di girarti dall’altra parte, pensi sempre di aver scordato qualcosa. Questo è il pensiero che tormenta.

Se scendo dal treno è l’alimentatore del computer.
Di fronte alla linea b è il biglietto.
Dentro la metro è il cellulare.
A pochi passi da casa, le chiavi.
Di fronte a te, l’impressione che, finalmente, potesse mancare la paura.

svuotare significa ascoltare il passato cantare alle due di notte e ritrovarsi con gli occhi lucidi di memoria.

Una delle maggiori dispute tra me ed il regista fu quella sulla lucidità.
Me lo ricordo quasi perfettamente.
Mi ricordo che eravamo sulla sua centoventisei, di fronte c’era il mare, poi la sicilia.
Prima del mare un tetto, tra la centoventisei e il tetto una ringhiera blu.
Credo che quel posto sia una delle cose a cui sono più affezionato. Ognuno ha dei posti a cui da dei significati.

Sul tetto ci sono pochi miei amici, un po d’amore, tappi di sughero, ci sono anche io da solo.
Ma il tetto è soprattutto il me che ero prima.
Svuotare significa prendere quel tetto e, con una gigantesca gru, piazzarlo in un punto qualsiasi della città. Significa lavarsi i denti dopo aver vomitato un cubo di vita.

La lucidità che difendevo non era la lucidità, che tante volte ho dimenticato in posti che non so nemmeno come si chiamano. La lucidità era la consapevolezza.

Se a diciassette anni avessi avuto un vocabolario più ampio ed un migliore uso della dialettica, probabilmente quella conversazione non sarebbe mai avvenuta. E questo pensiero non mi avrebbe mai tormentato.

-piacere francesco.
-anche io!
-piacere.
-che fai qui a reggio?
-ci sono nato
-si, certo, ma che fai? Lavori, studi?
-lavoro quando posso, quando no, studio.
-che fai?
-prendo per il culo la gente
-interessante, e ti pagano?
-quando mi pagano, mi pagano. altrimenti sono loro a prendermi per il culo.
-succede.
-e tu? che fai?
-io? studio, sono allo scientifico.
-e che vuoi fare da grande?
-l’artista
-ho capito, ma non è una cosa bella.
-perchè?
-come posso dirlo, in pratica, se io prendo per il culo, tu il culo lo prendi direttamente.
-c’è una ragazza che mi piace, e fare l’artista potrebbe servire.
-l’ho sempre saputo, di pietro, sei proprio un coglione.

Significa dirsi la verità, ed ammettere con estrema onestà che ci sono parti di noi che disprezziamo. La verità è che non vorremmo mai e poi mai fare polemica con noi stessi.

Convincere gli altri delle nostre idee è un suicidio, ma convincere noi stessi è praticamente impossibile.
Preghiamo insieme il signore onnipotente, che ci accompagni, nel malcapitato caso in cui ci metteremo a cantare al tempo di una batteria partorita da madre midi.

Svuotare è solamente accettare la nostra evoluzione, la nostra catena elementare.
accettare che la scelta più ovvia, la perdita, è anche la migliore.
un altro gettone, insomma, ed io sarò salvato.

il ragazzino, che nelle tasche non aveva più niente, diede qualche colpetto ai bottoni rossi, controllò che nella fessura non ci fosse qualche rimasuglio e salutò il fedele amico con una pacca sulla fiancata laterale. Poi, con lo zaino in spalla si arrampicò fino alla fermata.
Era arrivato il momento, inevitabile, di tornare a casa.

f.f.a.f. ovvero fumetto fast and furious

La tecnica è semplicissima, prendete il pennello sporco standard di photoshop e fate il b/n del disegno.
Aggiungete e sottraete bianco e nero finchè non siete soddisfatti.
Mettete il livello in moltiploca e sotto sbatteteci un livello di colore.
Dopo aver dato le tinte base giocate un po con R G e B del livello di regolazione curve.
Una volta finito dupicate i tre livelli (quello più in basso è il colore, poi le curve, poi il bn) e uniteli, otterrete un livello da mettere in “luce intensa”, sfocatelo molto, finchè i colori non creano una leggerissima patina satura del colore sottostante. Voitlà!

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